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"Alla ricerca di nuovi giacimenti di consumatori retail: dal Green Stakeholder al Green Consumer"

Italia, Roma – 27 novembre 2008 / Milano – 27 ottobre 2008

Consumatori sempre più sensibili alle tematiche ambientali nonostante - o forse anche in ragione - del quadro economico-finanziario poco rassicurante, e offerta ancora inadeguata da parte delle aziende. È lo scenario che emerge dalla survey "Alla ricerca di nuovi giacimenti di consumatori retail: dal Green Stakeholder al Green Consumer", condotta da Arthur D. Little su una popolazione di oltre 1.000 consumatori a livello nazionale, di età compresa fra i 18 e i 60 anni.

L'indagine rivela una forte consapevolezza da parte del consumatore retail rispetto alla sostenibilità ambientale: l'80% degli intervistati la ritiene un tema attuale ed urgente, mentre il 18% è scettico e pensa che sia ormai troppo tardi per intervenire, e solo il 2% ritiene che sia un tema da rimandare ad un lontano futuro.

Sono dati che trovano conferma nello stile di vita degli italiani, il 68% dei quali si impegna quotidianamente a favore dell'ambiente nei propri acquisti, nelle modalità di trasporto, nei consumi di energia e nella scelta dei servizi. A questo si aggiungono un 16% capace di influenzare i comportamenti di altre persone e un 6% che chiede fortemente maggiore responsabilità da parte di aziende e istituzioni.

Un mercato, quindi, che pretende impegno da parte delle aziende - in quanto è loro dovere (44%) e le rende più attrattive (53%) - e che ritiene che anche l'industria dei servizi finanziari possa e debba giocare un ruolo concreto in termini di sostenibilità ambientale (81%). Le aspettative maggiori vanno verso il settore della GDO (98%).
Tuttavia, nonostante l'impegno a livello di comunicazione da parte delle organizzazioni, per la metà dei consumatori nessun brand è già di riferimento nell'industria dei servizi finanziari e telefonici. Unica eccezione la GDO, dove il 67% degli intervistati riconosce almeno un brand specificamente impegnato a tutela dell'ambiente.

"Il mercato del green consuming è un giacimento largamente inesplorato", dichiara Davide Vassallo, Director Sustainability & Risk di Arthur D. Little. "Richiede, certo, un forte impegno da parte delle aziende ma offre grandi opportunità di crescita in quanto il bacino di consumatori sensibili alle tematiche ambientali è molto eterogeneo, attrattivo e chiede semplicemente di essere servito, comprendendone le logiche di servizio, di soddisfacimento e di prezzo."

Più del 50% degli intervistati, infatti, dichiara di essere disposto ad acquistare più prodotti "verdi" a fronte di un aumento dell'offerta e dell'informazione. Il 43% di coloro i quali hanno effettuato nell'ultimo anno acquisti verdi vi ha dedicato una quota di portafoglio che va dal 5 al 20%; il 30% si e' dichiarato disposto a pagare un premium price riconoscendo in tal modo grande valore al prodotto/servizio che ha acquistato.

"Oltre ad illustrare i comportamenti d'acquisto del consumatore, l'indagine fa emergere chiaramente alcune indicazioni strategiche per le aziende", aggiunge Massimo Armenise, Director Financial Services Group di Arthur D. Little. "Se si vuole presidiare questo mercato che e' in grado di sprigionare un grande potenziale di valore è necessario avvicinare il proprio brand al tema della sostenibilità ambientale, utilizzando la sostenibilità come ingrediente operativo della struttura dell'offerta e del processo di gestione della relazione con il cliente dimostrando cosi' la volonta' di voler condividere un progetto ambizioso comune di medio termine; ciò avrà ancor più valore in quei settori industriali - quale  quello dei servizi finanziari - dove nei prossimi mesi si giocheranno partite cruciali attorno al tema della fidelizzazione del cliente"

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